Esclusa da Iva la cessione di diritti volumetrici dal Comune al privato

L’operazione con la quale il Comune cede i diritti volumetrici a favore di un privato non è soggetta ad Iva, mancando il requisito soggettivo prescritto dall’art. 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633: si tratta infatti di un atto posto in essere dal Comune nell’ambito della sua attività istituzionale.

Ne deriva l’applicabilità dell’imposta di registro, in virtù del principio di alternatività sancito dall’art. 40 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.

In tale contesto, con la Risoluzione 24 ottobre 2018, n. 80/E l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non spetta il regime di favore di cui all’art. 20 della Legge 28 gennaio 1977, n. 10, per l’atto avente ad oggetto la cessione di diritti volumetrici dal Comune ad una società, da porre in essere in esecuzione della convenzione attuativa di un piano particolareggiato che interessa alcune aree ed edifici situati nel Comune stesso ed avente ad oggetto la realizzazione di determinati interventi edilizi.

Nel citato documento di prassi si sottolinea tra l’altro quanto segue:

  1. ai sensi del richiamato art. 20 della Legge n. 10/1977, ai provvedimenti, alle convenzioni e agli atti d’obbligo previsti dal medesimo provvedimento si applica il trattamento tributario di cui all’art. 32, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601;
  2. il citato art. 20 è stato successivamente modificato dall’art. 1, comma 88, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018);
  3. il regime agevolativo previsto dal richiamato comma 88 non può essere esteso ad atti che, sebbene genericamente preordinati alla trasformazione del territorio, non hanno ad oggetto interventi edilizi riconducibili a quelli previsti dalla disciplina individuata dalla Legge n. 10/1977, tra i quali rientrano invece le cessioni di aree per la realizzazione delle opere di urbanizzazione connesse all’intervento edilizio, ovvero gli atti aventi ad oggetto la redistribuzione di aree tra colottizzanti (in tal senso si segnala la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 1° giugno 2015 , n. 56/E).
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