Passa al contenuto principale

IMU degli ENC e i requisiti per l’esenzione

|

L’esenzione IMU per gli enti non commerciali richiede che l’immobile sia posseduto e utilizzato da un soggetto qualificato, per attività svolte con modalità non commerciali, secondo criteri puntuali fissati dal D.M. n. 200/2012 e dalla normativa successiva.

Quadro normativo di riferimento – L’esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali (ENC) si è formata, dapprima, sull’art. 7, comma 1, lett. i), del D.Lgs. n. 504/1992, poi “rimodulato” dal combinato disposto dell’art. 91-bis del D.L. n. 1/2012 e del D.M. 19 novembre 2012, n. 200, oggi trasfusi nell’art. 1, comma 759, lett. g), Legge n. 160/2019. L’esenzione è condizionata: non basta la natura soggettiva dell’ente, ma è necessario che l’immobile sia destinato esclusivamente o prevalentemente ad attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché di culto, svolte con modalità non commerciali, come definite dal D.M. n. 200/2012.

Requisiti soggettivi e oggettivi – Sotto il profilo soggettivo, l’agevolazione riguarda i soggetti di cui all’art. 73, comma 1, lett. c), TUIR (associazioni, fondazioni, enti ecclesiastici, altri ENC e, in via coordinata, gli enti del Terzo settore non commerciali).

Sul piano oggettivo, è richiesto che l’immobile sia contemporaneamente posseduto e utilizzato dall’ente, con impiego diretto nelle attività istituzionali agevolate; la sola concessione in comodato a un terzo, pur meritevole, non è sufficiente a garantire l’esenzione IMU in capo al proprietario.

Attenzione al binomio “proprietario-utilizzatore”: se l’ente non ha il possesso, o non utilizza direttamente l’immobile, il presupposto soggettivo-oggettivo dell’esenzione non si realizza e il tributo resta dovuto.

Modalità non commerciali e D.M. n. 200/2012 – Il D.M. 19 novembre 2012, n. 200 rappresenta il fulcro applicativo dell’esenzione, perché definisce le caratteristiche che devono possedere gli ENC e le modalità di svolgimento delle attività per poter essere considerate non commerciali. Il Decreto distingue:

  • requisiti generali (art. 3), centrati su specifiche clausole statutarie (divieto di distribuzione di utili, obbligo di reinvestimento nell’attività istituzionale, vincoli di devoluzione del patrimonio);
  • requisiti di settore (art. 4), diversificati per attività assistenziali e sanitarie, didattiche, ricettive, culturali e ricreative, sportive e di ricerca scientifica.

L’attività è non commerciale quando è resa gratuitamente o dietro corrispettivi simbolici, scollegati dal mercato e tali da coprire solo una parte del costo effettivo, valutata in concreto in base ai parametri previsti dal D.M.

La Cassazione, richiamata dalla stampa specializzata, adotta una linea particolarmente rigorosa: non è sufficiente dimostrare che le rette siano “basse” o che l’ente chiuda il bilancio in perdita, se l’assetto organizzativo e i corrispettivi percepiti rivelano, di fatto, un’attività economica.

Immobili a utilizzazione mista e criterio proporzionale – Sin dall’entrata in vigore del D.M. n. 200/2012, la logica dell’“esenzione a tappe” per gli immobili ad uso promiscuo. In base all’art. 91-bis, comma 2, D.L. n. 1/2012, l’esenzione si applica per intero alla sola porzione di unità immobiliare in cui si svolge esclusivamente attività non commerciale, se tale porzione è identificabile e autonomamente accatastabile. Quando il frazionamento catastale non è possibile, dal 2013 l’esenzione opera in proporzione all’utilizzazione non commerciale (es. metri quadrati, ore di utilizzo, numero di utenti), criterio che deve essere esplicitato nella dichiarazione IMU ENC e che costituisce uno degli elementi di controllo da parte dei Comuni.

Dichiarazione IMU ENC e adempimenti – La dichiarazione IMU per gli enti non commerciali ha funzione sostanziale e non meramente formale. Gli ENC devono utilizzare il modello specifico per dichiarare: dati identificativi dell’immobile, attività svolte, requisiti di non commercialità, eventuali utilizzi promiscui e criteri proporzionali adottati; la mancata o incompleta compilazione può facilitare contestazioni sull’agevolazione. L’onere probatorio della sussistenza dei requisiti grava sull’ente beneficiario, e che gli Uffici comunali possono incrociare i dati contenuti nella dichiarazione con bilanci, regolamenti interni e documentazione di supporto.

Focus attività didattiche e criterio CMS – Per il settore didattico, il D.M. n. 200/2012 prevede requisiti stringenti: rispetto degli obblighi di parità scolastica, assenza di discriminazioni nell’ammissione, accoglienza di alunni con disabilità, applicazione dei contratti collettivi al personale ed equilibrio tra rette richieste e costi effettivi. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, art. 1, comma 856), in chiave di interpretazione autentica dell’art. 1, comma 759, lett. g), Legge n. 160/2019, stabilisce che le attività didattiche negli immobili posseduti e utilizzati da ENC si considerano non commerciali quando il corrispettivo medio per studente è inferiore al costo medio per studente (CMS) pubblicato annualmente dal Ministero dell’Istruzione.

Il parametro CMS, dettagliato nelle tabelle ministeriali per i diversi gradi scolastici, diventa così il riferimento quantitativo per valutare l’accesso all’esenzione IMU delle scuole paritarie; la norma, pur operando in via interpretativa, viene letta dalla dottrina come priva di automatismi restitutori per le annualità per le quali l’imposta è stata definitivamente corrisposta.

Esempi applicativi

Caso pratico Requisiti presenti Esenzione IMU?
Scuola paritaria ENC, rette medie inferiori al CMS, possesso e utilizzo diretto dell’immobile Soggetto ENC; possesso e utilizzo diretto; requisiti D.M. n. 200/2012; CM < CMS ex Legge n. 199/2025. Sì, immobile esente IMU.
Scuola paritaria con rette allineate o superiori al CMS, organizzazione “imprenditoriale” ENC formale ma corrispettivi in linea con il mercato o > CMS; struttura orientata al profitto. No, attività considerata commerciale.
Associazione sportiva dilettantistica che gestisce una palestra, quote simboliche, utilizzo esclusivo ASD qualificata ENC; immobile posseduto e utilizzato direttamente; corrispettivi simbolici e requisiti D.M. n. 200/2012. Sì, esenzione IMU sull’intero immobile.
ASD che affitta parte della struttura a un personal trainer con partita IVA Uso promiscuo; parte in attività non commerciale, parte in attività commerciale (locazione a terzo). Esenzione solo per la quota non commerciale, proporzionale.
Fondazione culturale ENC proprietaria dell’immobile, concesso in comodato gratuito a un’altra associazione Proprietario ENC che non utilizza direttamente l’immobile, uso in capo a soggetto diverso. No, esenzione esclusa per mancanza di utilizzo diretto.

Lavora con noi

Il nostro successo quotidiano dipende dalla qualità delle persone che lavorano nel nostro Studio, è per questo che crediamo nel valore e nel potenziale umano.
Essendo le nostre realtà in continua espansione siamo sempre pronti ad investire su nuove risorse.
Entra a far parte del nostro Team! Inviaci il tuo curriculum vitae, valuteremo con attenzione la tua candidatura con l’obiettivo di coinvolgerti nelle nostre ricerche di personale.






    ALLEGA CURRICULUM VITAE

    Esprimo il consenso al trattamento dei miei dati personali al fine che venga fornito il servizio o eseguita la prestazione richiesta