Per il chiamato all’eredità il “possesso dei beni” attiene ad una situazione di fatto

Ai sensi dell’art. 485 del codice civile, il chiamato all’eredità che, a qualsiasi titolo, è nel possesso dei beni ereditari è tenuto a fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia della devoluta eredità; in mancanza di tale adempimento entro il citato termine, egli è considerato erede puro e semplice (qualora l’abbia iniziato, è comunque prevista la possibilità di ottenere una proroga da parte dell’autorità giudiziaria, a meno che sussistano “gravi circostanze”).

Al riguardo, presso la giurisprudenza di legittimità è stato affermato quanto segue:

  1. per “possesso dei beni ereditari” in capo al chiamato all’eredità, si intende una situazione di fatto, anche circoscritta ad uno solo dei beni ereditari, che consenta l’esercizio di concreti poteri su di essi (in tal senso si richiamano le pronunce della Corte di Cassazione 5 maggio 2008, n. 11018, 14 maggio 1994, n. 4707 e 25 luglio 1980, n. 4835);
  2. non solo gli atti dispositivi, ma anche gli atti di gestione possono dar luogo all’accettazione tacita dell’eredità (Corte di Cassazione 20 marzo 1976, n. 1021). Si deve però trattare di atti incompatibili con la volontà di rinunciare e non altrimenti giustificabili se non con la veste di erede, mentre sono privi di rilevanza tutti quegli atti che non denotano in maniera univoca un’effettiva assunzione della qualità di erede.

I principi che precedono sono stati ora confermati dalla sezione Lavoro della Corte di Cassazione Ordinanza 9 gennaio 2019, n. 5755, depositata lo scorso 27 febbraio.

Si ricorda infine che per effetto del richiamato art. 485 del codice civile, compiuto l’inventario, il chiamato all’eredità che non abbia ancora fatto la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario (di cui all’art. 484 c.c.) ha tempo 40 giorni da quello del compimento dell’inventario medesimo, per deliberare se accetta oppure rinuncia all’eredità.

Trascorso questo termine senza che abbia deliberato, egli sarà considerato erede puro e semplice.

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