Per la revoca del gratuito patrocinio occorre verificare anche la non manifesta infondatezza della causa

Ai sensi dell’art. 136 del (Testo Unico in materia di spese di giustizia), affinché il magistrato possa revocare il beneficio del patrocinio a spese dello Stato preventivamente concesso dall’apposita Commissione, oltre al requisito reddituale, è necessaria la non manifesta infondatezza della causa ovvero l’aver “agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave”: lo ha precisato la terza sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 23 gennaio 2020, n. 1036, depositata lo scorso 11 febbraio. Nella pronuncia si ricorda inoltre che:

  1. per effetto degli articoli 74 e 126 del richiamato , per poter beneficiare del patrocinio a spese dello Stato è necessaria la contestuale sussistenza di due requisiti:
    1. che il reddito sia inferiore a un certa soglia prestabilita;
    2. la causa sia “non manifestamente infondata”;
  2. come affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza 1° agosto 2019, n. 54, il citato art. 74 richiede il requisito “negativo” della “non manifesta infondatezza” della pretesa azionata e non quello “positivo” della sua fondatezza.

Ciò in quanto bisogna tener conto – hanno spiegato i giudici di Palazzo Spada – “della rilevanza costituzionale del diritto di difesa (art. 24 Cost.), che potrebbe venir meno laddove fosse richiesta – per beneficiare del patrocinio gratuito – la prova della fondatezza delle ragioni che si intendono far valere in sede giurisdizionale”. In materia si ricorda infine quanto segue:

  1. i soggetti imputati per i reati relativi all’evasione fiscale sono sempre esclusi dal patrocinio a spese dello Stato: lo ha ricordato la relazione periodica che il Ministero della Giustizia trasmette al Parlamento in merito all’applicazione del ;
  2. all’infuori di questa deroga, peraltro, il citato Testo Unico – che ha abrogato e coordinato numerose leggi anteriori (tra le quali la Legge 30 luglio 1990, n. 217 – “Istituzione del patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti”) – si applica al processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario;
  3. la Legge europea 2015-2016 (Legge 7 luglio 2016, n. 122) ha disposto tra l’altro l’estensione del gratuito patrocinio ai procedimenti per l’esecuzione di obbligazioni alimentari;
  4. ai fini dell’ammissione al beneficio in esame rilevano i limiti stabiliti dall’art. 76, comma 1, del citato , periodicamente aggiornati con decreto ministeriale.
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