Piace ai commercialisti il decreto correttivo del Codice del Terzo Settore

Il decreto correttivo del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 agosto 2018, n. 105) – entrato in vigore ieri – incassa il giudizio favorevole dei commercialisti, che attraverso un comunicato stampa sottolineano come le nuove norme eliminano tra l’altro “alcune ambiguità inerenti alla ‘documentazione’ dello svolgimento delle attività diverse” (di cui all’art. 6 del Codice).

Nel documento si afferma peraltro che “Restano alcune problematiche concernenti la data di approvazione del bilancio che, non prevista esplicitamente dal codice, dovrà essere definita – come già fatto nella prassi oggi – a livello di statuto”. Alcune perplessità restano inoltre in merito alla disciplina fiscale, sulla quale i commercialisti ribadiscono la proposta avanzata nello schema di decreto in cui si prevedeva la perdita dello status di ente del Terzo settore non commerciale nel momento in cui i ricavi avessero superato i costi del 10% per due esercizi consecutivi.

Tra le principali novità contenute nel D.Lgs. n. 105/2018, si segnala che per le associazioni e fondazioni del Terzo Settore già in possesso della personalità giuridica che ottengono l’iscrizione nel Registro unico nazionale, l’efficacia dell’iscrizione nei registri delle persone giuridiche di cui al D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 è sospesa fintanto che sia mantenuta l’iscrizione nel Registro unico nazionale.

Nel periodo di sospensione, tali enti non perdono la personalità giuridica acquisita con la pregressa iscrizione e non si applicano le disposizioni di cui al citato D.P.R. n. 361/2000.

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