Processi tributari troppo lunghi: la CEDU apre all’indennizzo della legge Pinto
Con la sentenza Grassucci e altri contro Italia dell’8 ottobre 2026, la Corte europea dei diritti dell’uomo, CEDU, ha censurato l’interpretazione restrittiva che impediva ai contribuenti di ottenere l’indennizzo della Legge Pinto per l’eccessiva durata dei procedimenti tributari riguardanti sanzioni di natura sostanzialmente penale.
La Legge 24 marzo 2001, n. 89, all’art. 2, riconosce il diritto a un’equa riparazione per i danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dall’irragionevole durata del processo, in relazione alla garanzia prevista dall’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione.
Il problema non era dunque l’assenza di una Legge che prevedesse l’indennizzo, ma l’interpretazione che ne limitava l’applicazione al contenzioso tributario.
Nei casi esaminati, i giudici italiani avevano respinto alcune domande perché le sanzioni fiscali non erano state considerate sufficientemente gravi da essere assimilate a sanzioni penali.
La Corte di Strasburgo richiama invece i criteri Engel, che impongono di considerare:
- la qualificazione giuridica dell’illecito nel diritto interno;
- la natura dell’illecito;
- la severità della sanzione applicabile.
Gli ultimi due criteri sono alternativi, non necessariamente cumulativi (§ 25 testo sentenza).
Le sanzioni esaminate perseguivano finalità deterrenti e repressive, sufficienti a conferire loro natura penale ai fini convenzionali (§ 27).
Anche un importo modesto non esclude l’applicazione dell’art. 6 (§ 28).
La Corte ha quindi accertato la violazione della ragionevole durata dei procedimenti e, per due ricorsi, del diritto a un rimedio effettivo previsto dall’art. 13 della Convenzione.
È l’interpretazione nazionale della Legge Pinto ad aver reso ineffettiva la tutela in queste controversie tributarie (§§ 44-46).
Un chiarimento operativo riguarda il calcolo della durata: la Corte individua il momento iniziale nella notifica dell’avviso di accertamento o di rettifica accompagnato da sanzioni, anziché nella presentazione del ricorso tributario (§ 53).
Per i procedimenti pertinenti conclusi dopo che la sentenza sarà divenuta definitiva, i contribuenti dovranno esperire il ricorso Pinto prima di rivolgersi alla CEDU.
I giudici nazionali dovranno interpretare la disciplina interna in modo da prevenire analoghe violazioni (§§ 47-48).
La tutela riguarderebbe dunque le controversie con sanzioni di natura sostanzialmente penale, senza estendersi indistintamente a ogni lite fiscale.

