Professionisti, per l’indennità di 600 euro di marzo cade il requisito della esclusività

Possono accedere al bonus di 600 euro previsto per il mese di marzo anche i professionisti che erano stati esclusi perchè risultava carente il requisito dell’iscrizione esclusiva ad un solo ente: lo ha precisato il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in risposta ad un’istanza di interpello presentata dalla Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti.

Al riguardo si ricorda che il requisito della esclusività – previsto dall’art. 34 del decreto “Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modifiche dalla Legge 5 giugno 2020, n. 40) è stato abrogato dal decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77).

Stando al tenore letterale dell’interpretazione fornita dal Ministero del Welfare, con la nota n. 29/7330 del 14 luglio 2020, sono ammessi all’indennità (con riferimento al mese di marzo) sia i professionisti che hanno presentato la domanda in una data in cui il requisito della esclusività non era ancora previsto – in quanto il decreto “Liquidità” non era ancora entrato in vigore – sia i soggetti che hanno presentato l’istanza tra il 9 aprile e il 19 maggio, vale a dire dalla data di introduzione del requisito di esclusività fino alla data della sua abrogazione.

Il Ministero fa esplicito riferimento alle richieste rimaste “pendenti”, pertanto, secondo l’interpretazione prevalente, rimangono esclusi coloro che hanno revocato la richiesta iniziale, in quanto le Casse non sono a conoscenza delle motivazioni che hanno determinato la richiesta di revoca.

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