Protesti, all’esame della Camera la proroga fino al 31 dicembre della sospensione dei termini di scadenza

L’art. 11 del decreto “Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modifiche dalla Legge 5 giugno 2020, n. 40) dispone che i protesti o le constatazioni equivalenti levati dal 9 marzo 2020 fino al 31 agosto 2020 non siano trasmessi dai pubblici ufficiali alle Camere di Commercio; se già pubblicati, le Camere di Commercio provvedono d’ufficio alla loro cancellazione. Con riferimento allo stesso periodo sono sospese le informative al Prefetto di cui all’art. 8-bis, commi 1 e 2, della Legge 15 dicembre 1990, n. 386.

Ora, un emendamento al decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34), all’esame della Camera, dispone la proroga dalla citata data del 31 agosto al 31 dicembre 2020 della sospensione dei termini di scadenza dei protesti.

Si ricorda che il richiamato art. 11 del decreto “Liquidità” prevede inoltre quanto segue:

  1. i termini di scadenza ricadenti o decorrenti nel periodo dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020, relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi prima della data di entrata in vigore del presente decreto e ad ogni altro atto avente efficacia esecutiva a quella stessa data, sono sospesi per lo stesso periodo. La sospensione opera a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente;
  2. l’assegno presentato al pagamento durante il periodo di sospensione è pagabile nel giorno di presentazione. La sospensione di cui al comma 1 della norma opera sui termini:
    1. per la presentazione al pagamento;
    2. per la levata del protesto o delle constatazioni equivalenti;
    3. previsti dall’art. 9, comma 2, lettere a) e b), della Legge 15 dicembre 1990, n. 386, nonché dall’art. 9-bis, comma 2, della medesima Legge 386/1990;
    4. per il pagamento tardivo dell’assegno previsto dall’art. 8, comma 1, della stessa Legge 386/1990.
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