Regime Iva dei servizi di cassa affidati alla banca dalle istituzioni scolastiche

Con la Risposta all’istanza di interpello 28 maggio 2020, n. 154, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla disciplina Iva dei servizi di cassa forniti dalle banche alle istituzioni scolastiche a norma dell’art. 20 del D.M. 28 agosto 2018, n. 129, ai sensi del quale detti servizi hanno per oggetto:

  1. la riscossione delle entrate e il pagamento delle spese facenti capo alla scuola e dalla stessa ordinate;
  2. la custodia e l’amministrazione di titoli e valori.

L’Agenzia delle Entrate, in particolare, ha precisato quanto segue:

  1. i servizi oggetto della convenzione tra la scuola e il gestore, consistenti in operazioni di gestione del conto corrente, di incassi e di pagamenti, ordinati dalla scuola stessa, rientrano tra le operazioni esenti da Iva ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 1) del D.P.R. 633/72;
  2. sono esenti anche i compensi relativi alle operazioni di pagamento mediante strumenti diversi dal bonifico (trattandosi comunque di operazioni di pagamento) nonché i compensi relativi all’attivazione e alla gestione di carte di credito (in tal senso si richiamano la Circolare 18 dicembre 1987, n. 82, e la Risoluzione 15 aprile 1991, n. 470034);
  3. sono invece esclusi dal regime di esenzione i servizi di custodia e di amministrazione di titoli e valori: ad essi, quindi, si applica l’Iva con l’aliquota ordinaria;
  4. non concorrono alla formazione della base imponibile Iva le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte dal gestore in nome e per conto della scuola, purché regolarmente documentate.

Relativamente all’obbligo di fatturazione, l’Agenzia ricorda che ai sensi dell’art. 22, comma 1, nn. 5 e 6, del D.P.R. 633/72, l’obbligo di emissione della fattura opera solo su richiesta del cliente “per le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie”, nonché “per le operazioni esenti indicate ai nn. da 1) a 5) e ai nn. 7), 8), 9), 16) e 22) dell’articolo 10” del medesimo decreto Iva.

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