Rientra nell’Art Bonus la rinuncia al voucher previsto per l’annullamento dello spettacolo causa Covid-19

Ai sensi dell’art. 88, comma 1 , del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27), successivamente modificato dall’art. 183, comma 11 , del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34), gli acquirenti di un biglietto relativo ad uno spettacolo cinematografico/teatrale, annullato a seguito dell’emergenza Covid-19, non hanno diritto alla restituzione materiale della somma pagata per assistere allo spettacolo annullato ma possono presentare, entro i termini previsti dalla norma, un’istanza di rimborso al soggetto organizzatore dell’evento, allegando il relativo titolo di acquisto.

A seguito del ricevimento dell’istanza di rimborso, l’organizzatore dell’evento emette a favore del richiedente un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro 18 mesi dall’emissione.

Ora, con la Risoluzione 15 luglio 2020, n. 40 , l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la rinuncia all’ottenimento del voucher da parte dell’acquirente rappresenta un’erogazione liberale valida ai fini dell’Art-bonus se posta in essere secondo le modalità indicate dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, fermo restando quanto precisato con la Circolare 8 luglio 2020, n. 19/E.

La rinuncia al voucher, pertanto, può qualificarsi quale erogazione liberale in denaro ammissibile all’Art Bonus, semprechè venga esplicitamente riconosciuta la causale dell’importo ricevuto (o meglio, non rimborsato mediante voucher) a titolo di donazione: a tal fine è sufficiente l’emissione di un’apposita attestazione con la quale si riconosce, nell’importo e nella causale, l’erogazione liberale disposta.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. l’agevolazione in esame è stata introdotta dall’art. 1 del D.L. 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modifiche dalla Legge 29 luglio 2014, n. 106, e successivamente modificato dall’art. 1, comma 318, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016);
  2. si tratta di un credito d’imposta del 65% a favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo;
  3. il credito d’imposta può essere riconosciuto per le erogazioni liberali effettuate in denaro per i seguenti scopi:
    a. interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
    b. sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (come definiti dall’art. 101 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
    c. realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
    d. realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso (Circolare Agenzia delle Entrate 31 luglio 2014, n. 24/E);
  4. l’agevolazione spetta anche qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi;
  5. la natura giuridica formalmente di diritto privato dell’ente consente comunque di accedere al beneficio fiscale in esame (Risoluzione Agenzia delle Entrate 7 novembre 2017, n. 136/E );
  6. per effetto della Legge 22 novembre 2017, n. 175, l’agevolazione in esame è stata estesa alle donazioni dirette al sostegno dei soggetti che operano nel settore dello spettacolo quali, istituzioni concertistico-orchestrali, teatri nazionali, teatri di rilevante interesse culturale, festival, imprese e centri di produzione teatrale e di danza, nonché circuiti di distribuzione.
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