Rimanenze finali dei prodotti in corso di lavorazione, rilevano anche gli oneri accessori di diretta imputazione

In materia di determinazione del reddito d’impresa, ai fini della valutazione delle rimanenze finali dei prodotti in corso di lavorazione, assumono rilievo anche gli oneri accessori di diretta imputazione, che si identificano in tutti quelli collegati al bene da un nesso di consequenzialità, quali i costi per la manodopera impiegata, gli ammortamenti, le manutenzioni e i servizi industriali: lo ha precisato la quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione con l’ordinanza 30 novembre 2020, n. 27334, riportata nella Rassegna mensile della giurisprudenza civile di legittimità, riferita alle pronunce pubblicate nel mese di novembre 2020.

In linea generale, si ricorda che le rimanenze di magazzino includono i beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione nella normale attività dell’impresa. Rientrano nella definizione:

  1. merci e prodotti finiti;
  2. semilavorati;
  3. prodotti in corso di lavorazione;
  4. materie prime, materie sussidiarie e di consumo.

I prodotti in corso di lavorazione e i servizi in corso di esecuzione al termine dell’esercizio sono valutati in base alle spese sostenute nell’esercizio stesso, salvo quanto previsto per le opere, le forniture e i servizi di durata ultrannuale (art. 92, comma 6, del Tuir).

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