Se l’acquisto non va a buon fine non è detraibile il compenso all’agente immobiliare

Ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera b), del Tuir, sono detraibili nella misura del 19 per cento i compensi (comunque denominati) pagati a soggetti di intermediazione immobiliare a seguito dell’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, per un importo non superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità. Al riguardo, con la Circolare 27 aprile 2018, n. 7/E l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti anche per il caso in cui l’acquisto non sia andato a buon fine.

In particolare, se l’immobile non può essere utilizzato come abitazione principale, ad esempio perché non è stato stipulato il contratto definitivo di compravendita, la detrazione non spetta in relazione alle provvigioni pagate all’intermediario immobiliare.

In tal caso, il contribuente dovrà restituire la detrazione fruita assoggettando a tassazione separata l’importo interessato (in tal senso si era espressa anche la Circolare 4 aprile 2008, n. 34/E, risposta 13.1).

Inoltre – precisa il documento di prassi in esame – qualora, a seguito della stipula del preliminare di vendita, venga pagato all’agenzia immobiliare il compenso dell’intermediazione, la spesa potrà essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui la stessa è stata sostenuta, a condizione che tale preliminare risulti regolarmente registrato (si conferma quindi il chiarimento contenuto nella Risoluzione 30 gennaio 2009, n. 26/E).

Si ricorda infine che la detrazione in esame spetta a condizione che l’immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale.

In particolare:

  1. per “abitazione principale” si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente;
  2. l’unità immobiliare dev’essere adibita ad abitazione principale entro i termini previsti dal richiamato art. 15, comma 1, lettera b), del Testo Unico delle imposte sui redditi (in tal senso l’Agenzia delle Entrate si erano pronunciate anche con la Circolare 1° giugno 2012, n. 19/E, risposta 5.2).
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