Soggetto ad Ici il terminal portuale adibito a deposito e movimentazione di merce

Gli immobili costituenti un terminal portuale adibito al deposito e alla movimentazione di merce, oggetto di concessione demaniale marittima, non sono compresi nella categoria catastale E/1 e pertanto non rientrano nell’esenzione Ici di cui all’art. 7, comma 1, lettera b, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504: lo ha affermato la quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione con l’ordinanza 23 gennaio 2020, n. 8729, depositata lo scorso 11 maggio.

Tale conclusione si basa sulla circostanza che l’imposizione Ici sulle aree portuali è fondata sul criterio della funzione (attività libero-imprenditoriale) e non sul criterio di ubicazione, con la conseguenza che il censimento catastale delle stesse impone l’accertamento non già della loro localizzazione, bensì dell’esercizio dell’attività secondo parametri imprenditoriali, restando invece irrilevante l’interesse pubblico al suo svolgimento (Cass. 17 settembre 2019, n. 23067).

Sull’argomento è stato altresì sottolineato che, in materia di Ici, ai fini del classamento di un immobile nella categoria E, come previsto dall’art. 2, comma 40, del D.L. 262/2006, convertito con modifiche dalla Legge 286/2006, “è necessario che lo stesso presenti caratteristiche tipologico-funzionali tali da renderlo estraneo ad ogni uso commerciale o industriale, con la conseguenza che le aree portuali non sono classificabili in detta categoria se in concreto destinate a tali finalità (Cass. 17 aprile 2019, n. 10674).

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