Successioni, il criterio della residenza del de cuius vale solo agli effetti civilistici

Ai sensi dell’art. 21 del Regolamento UE 4 luglio 2012, n. 650/2012, la legge applicabile all’intera successione è quella dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento della morte. Pertanto, in linea generale si applica la legge dello Stato in cui il de cuius aveva la residenza abituale al momento del decesso., fatte salve le eccezioni indicate nel successivo art. 22 del provvedimento comunitario.

In conclusione: la legge dello Stato di residenza del de cuius disciplina gli aspetti civilistici della successione, compresi quelli relativi alla devoluzione dell’eredità; per quanto riguarda invece gli aspetti fiscali, l’art. 1 del citato regolamento Ue stabilisce che lo stesso non concerne la materia fiscale, doganale e amministrativa.

L’Agenzia ha inoltre ricordato che, in materia successoria, fra l’Italia e la Francia vige una Convenzione internazionale, ratificata con la legge 14 dicembre 1994, n. 708, per evitare le doppie imposizioni sulle successioni e sulle donazioni e per prevenire l’evasione e le frodi fiscali. Ai sensi dell’articolo 5 della citata Convenzione, “I beni immobili che fanno parte della successione o di una donazione di una persona domiciliata in uno Stato e sono situati nell’altro Stato sono imponibili in questo altro Stato”. Pertanto, per quanto riguarda, l’applicazione dell’imposta di successione, limitatamente al bene sito in Italia di cui alla fattispecie all’esame, occorre far riferimento alla legislazione in materia, vigente in Italia.

logo