Superbonus del 110%, Confedilizia chiede la proroga al 2022

L’art. 119 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) prevede l’incremento al 110% della detrazione di cui all’art. 14 del D.L. n. 63/2013, spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

La detrazione può essere fruita in 5 rate di pari importo. La medesima aliquota di detrazione spetta anche anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico indicati nel citato art. 14 del D.L. n. 63/2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi precedentemente indicati dalla norma.

Ai fini dell’accesso a tali misure, attraverso un comunicato stampa Confedilizia ha affermato che “Per approvare gli interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici individuati attraverso un attestato di prestazione energetica o una diagnosi energetica, è sufficiente una maggioranza molto ridotta, la più bassa che ci sia in ambito condominiale (la stessa utile per approvare, ad esempio, un rendiconto consuntivo o un bilancio preventivo)”.

Nel documento è stata peraltro sottolineata la difficoltà di “assumere decisioni del genere entro la fine del 2021”. In particolare, soprattutto per gli interventi antisismici, “occorre eseguire una serie di indagini preliminari che richiedono necessariamente del tempo”.

Per tali motivi si auspica “un rinvio della scadenza almeno di un anno (al 2022), così da consentire a tutti i condominii interessati di usufruire delle speciali agevolazioni fiscali previste”.

Si ricorda che le citate agevolazioni sopra indicate si applicano:

  • alle persone fisiche – non nell’esercizio di imprese, arti o professioni – sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale;
  • ai condomini;
  • agli Istituti autonomi case popolari (IACP), nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
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