Titolari di depositi fiscali autorizzati: possibile compensare l’accisa dovuta con il proprio credito Iva

È ammessa la possibilità per il titolare di un deposito fiscale autorizzato di compensare l’accisa dovuta con il proprio credito Iva, nel limite di 700mila euro di cui all’art. 34 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001), come modificato da ultimo dall’art. 9 del D.L. 8 aprile 2013, n. 35): lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di consulenza giuridica 18 maggio 2020, n. 4. Al riguardo si precisa inoltre quanto segue:

  1. ai fini dell’utilizzo in compensazione dell’eccedenza a credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale, non occorre che si verifichi uno dei presupposti per il suo rimborso ex art 30 del D.P.R. 633/1972, essendo richiesta esclusivamente la preventiva presentazione della dichiarazione annuale e – quando si compensano crediti d’importo superiore a 5mila euro – l’apposizione del visto di conformità (art. 10, comma 7 , del D.L. 1° luglio 2009, n 78, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102), fermi restando i casi di esonero previsti dalla norma;
  2. uno dei presupposti per il rimborso di cui al richiamato art. 30 è invece richiesto qualora il contribuente intenda utilizzare in compensazione un credito Iva infrannuale. In tal caso l’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta è subordinato alla presentazione del modello Iva TR, anch’esso munito del visto di conformità.

Nel fornire la risposta in commento, l’Agenzia richiama quanto chiarito con:

  1. la Risposta all’istanza di interpello 7 gennaio 2020, n. 1, formulata sulla base dell’art. 28, comma 7, della richiamata Legge 388/2000;
  2. con la Circolare 27 giugno 2003, n. 39/D.

In quest’ultimo documento di prassi, in particolare, fu precisato che il proprietario dei beni non può “effettuare compensazioni tra somme dovute a titolo di accisa e crediti derivanti da altri tributi indicati nell’articolo 17 del soprarichiamato decreto legislativo n. 241/1997, in quanto il debito d’imposta da assolvere è relativo ad un soggetto diverso da colui che esegue il pagamento”.

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