Verso il rinvio del reddito di cittadinanza?

Il Governo è alla ricerca di una soluzione che consenta un accordo con Bruxelles sulla Manovra. Tra le ipotesi al momento maggiormente percorribili, vi sarebbe lo slittamento dell’avvio del reddito di cittadinanza, anche se da più parti della maggioranza si escludono rinvii (lo stesso vicepremier Di Maio è intervenuto ieri sera per garantire il rispetto del calendario prefissato).

Al riguardo, si ricorda che nei giorni scorsi il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, aveva lanciato la proposta di destinare alle imprese l’importo corrispondente a tale incentivo, al fine dello svolgimento di appositi percorsi formativi finalizzati a nuove assunzioni. Sarebbe inoltre allo studio anche l’introduzione di alcune modifiche all’impostazione originaria della pensione di cittadinanza.

Si ricorda che l’art. 50 del disegno di legge di Bilancio prevede inoltre uno sgravio contributivo a favore dei soggetti che dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 procedono all’assunzione a tempo indeterminato di giovani in possesso di un curriculum universitario eccellente.

Si deve trattare di laureati o dottori di ricerca in possesso di determinati requisiti indicati dalla norma; in particolare:

  1. giovani in possesso di laurea magistrale, ottenuta dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019 con una votazione pari a 110 e lode entro la durata legale del corso di studi, prima del compimento del 30° anno di età, in università statali e non statali legalmente riconosciute, italiane o estere se riconosciute equipollenti, ad eccezione delle Università telematiche;
  2. giovani in possesso di un dottorato di ricerca, ottenuto dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019, prima del compimento del 34° anno di età, in università statali e non statali legalmente riconosciute italiane o estere se riconosciute equipollenti, ad eccezione delle Università telematiche.

L’esonero in esame:

  1. è riconosciuto anche per:
    – le assunzioni a tempo parziale, purché con contratto subordinato di tipo indeterminato;
    – la trasformazione, avvenuta tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019, di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato (fermo restando il possesso dei requisiti di cui sopra alla data della trasformazione);
  2. non si applica ai rapporti di lavoro domestico e non è riconosciuto ai datori di lavoro privati che, nei 12 mesi precedenti l’assunzione, abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo oppure a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva per la quale si intende procedere all’assunzione agevolata.
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