Assenza dal lavoro per Coronavirus: i chiarimenti della Fondazione Consulenti del lavoro

Dopo l’emanazione del D.L. n. 6/2020 recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha fornito alcuni chiarimenti sulla corretta gestione del rapporto di lavoro, ipotizzando alcune situazioni che potrebbero verificarsi nel rapporto di lavoro nei territori interessati dal virus.

Il documento di approfondimento della Fondazione Studi CdL, in particolare commenta le diverse fattispecie che il datore di lavoro potrebbe trovarsi a fronteggiare oltre alla malattia:

  1. assenza a causa dell’ordine della pubblica autorità, che vieta ai lavoratori di uscire di casa;
  2. sospensione delle attività lavorative per le imprese e/o la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal comune o dall’area indicata;
  3. assenza per quarantena obbligatoria stabilita dai presìdi sanitari;
  4. assenza per quarantena volontaria da parte di persone che scelgono autonomamente di isolarsi pur in assenza di sintomi palesi di contagio.

Con riferimento all’assenza autodeterminata da parte di lavoratori che ritengono il fenomeno dell’epidemia sufficiente di per sé a giustificare l’assenza dal lavoro – pur non sussistendo provvedimenti di Pubbliche Autorità che impediscano la libera circolazione – viene precisato che non sussistono le condizioni per riconoscere la giustificazione della decisione e la legittimità del rifiuto della prestazione.

In tal caso si realizza l’assenza ingiustificata dal luogo di lavoro, situazione da cui possono scaturire provvedimenti disciplinari che possono portare anche al licenziamento.

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