Bonus edilizi, come “spalmare” in 10 anni i crediti in scadenza
Per i contribuenti che hanno bonus edilizi nel proprio cassetto fiscale in scadenza a fine anno, ma risultano privi di IRPEF capiente la possibilità di spalmare i bonus in dieci anni rappresenta senz’altro un’ancora di salvezza da non sottovalutare.
La possibilità riguarda, in particolare:
- crediti da Superbonus,
- crediti da bonus barriere architettoniche del 75%,
- crediti da sismabonus ordinario,
derivanti da comunicazioni di cessione o sconto in fattura trasmesse entro il 31 marzo 2023 (spese sostenute, in linea generale, fino al 31 dicembre 2022.
La rateizzazione decennale riguarda le quote residue riferite agli anni 2023 e successivi, non le quote già utilizzate.
Cosa fare: un esempio pratico
Se nel cassetto fiscale è presente una quota di credito:
- originariamente utilizzabile nel 2026,
- non ancora compensata,
- derivante da una comunicazione di cessione o sconto in fattura inviata entro il 31 marzo 2023,
è possibile chiedere la sua suddivisione in 10 quote annuali di pari importo, attraverso un’apposita Comunicazione da fare nella “Piattaforma cessione crediti”. A tal fine dovrà essere utilizzata la funzione “ulteriore rateizzazione”. In tal modo, la quota non viene più utilizzata integralmente entro il 31 dicembre 2026, ma viene distribuita nelle annualità previste dalla nuova rateizzazione.
Si noti che non è obbligatorio “spalmare” l’intero importo della rata annuale del credito, essendo ben possibile modulare un’opzione “parziale” in funzione della capienza fiscale del contribuente.
Esempio
Ad esempio, supponiamo che la rata in scadenza il 31.12.2026 sia pari a 10.000 euro, mentre l’IRPEF netta stimata sia pari a 6.000 euro: il contribuente può “spalmare” soltanto i 4.000 euro in eccesso, allungandone il riparto. I restanti 6.000 euro verranno regolarmente consumati entro l’anno solare.
