Credito d’imposta R&S in capo al commissionario solo per le attività svolte direttamente

Ai sensi dell’art. 3, comma 1-bis, del D.L. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modifiche dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9– introdotto dall’art. 1, comma 15, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017) – a partire (nella generalità dei casi) dal periodo d’imposta 2017 il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo può essere riconosciuto anche ai soggetti residenti commissionari che effettuano attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo oppure in Stati compresi nell’elenco di cui al D.M. 4 settembre 1996.

In altre parole: l’agevolazione in commento è stata estesa anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti. Al riguardo, con la risposta all’istanza di interpello 26 marzo 2019, n. 83, l’Agenzia delle Entrate – in aderenza a quanto precisato dal Ministero dello Sviluppo economico con la nota 9 novembre 2018 – ha affermato che:

  1. ai fini dell’attribuzione del credito d’imposta assumono rilevanza esclusivamente le spese ammissibili relative alle attività di ricerca e sviluppo che siano svolte direttamente dal soggetto commissionario in laboratori o strutture situati nel territorio dello Stato;
  2. conseguentemente, deve ritenersi che per il calcolo del credito d’imposta spettante al soggetto commissionario non possano assumere rilevanza le attività di ricerca e sviluppo che lo stesso soggetto commissionario subappalti ad altri soggetti;
  3. qualora le attività di ricerca e sviluppo siano subappaltate dal soggetto commissionario ad altri soggetti, pur sempre residenti in Italia, l’eventuale diritto al credito d’imposta può essere fatto valere direttamente dal soggetto che effettua tali attività in subappalto.

Si ricorda che in materia è intervenuta da ultimo la legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).

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