Dall’Agenzia una guida sulle comunicazioni di anomalia

Il contribuente che ha ricevuto una comunicazione di anomalia, qualora riconosca di aver commesso gli errori segnalati dall’Agenzia delle Entrate può correggerli attraverso il ravvedimento operoso.

A tal fine occorre:

  1. presentare una dichiarazione integrativa;
  2. versare le maggiori imposte dovute e gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  3. versare, in misura ridotta, le sanzioni previste per le violazioni oggetto di comunicazione e contenute nella medesima.

Per la presentazione della dichiarazione integrativa occorre utilizzare il modello approvato per il periodo d’imposta cui la dichiarazione fa riferimento: quindi per il periodo d’imposta 2015 dev’essere utilizzato il modello Unico PF 2016).

Tali indicazioni sono contenute in un’apposita guida sulle cosiddette lettere di compliance, pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate.

Il documento sottolinea inoltre che:

  1. il modello Redditi Persone fisiche dev’essere utilizzato anche nel caso in cui la dichiarazione originaria sia stata presentata con il modello 730;
  2. nella dichiarazione integrativa, da presentare esclusivamente in via telematica (direttamente o tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 22 luglio 1988, n. 322), devono essere indicati:
    – i redditi non dichiarati, come segnalato nella comunicazione inviata dall’Agenzia delle Entrate;
    – tutti gli altri dati relativi a redditi, oneri e crediti che già erano stati esposti nella dichiarazione originaria e che non richiedono alcuna modifica.
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