Dipendenti pubblici, sono redditi di lavoro dipendente i compensi erogati da una P.A. diversa da quella di appartenenza

Costituiscono redditi di lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 49 del Tuir, i compensi percepiti dal dipendente pubblico che siano erogati da una amministrazione pubblica differente da quella, parimenti pubblica, di appartenenza: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 22 luglio 2019, n. 289.

A conferma di tale conclusione si richiama il disposto dell’art. 51, comma 1, del citato Testo Unico delle Imposte sui Redditi, ai sensi del quale costituiscono reddito di lavoro dipendente tutte le somme e i valori che il dipendente percepisce (a qualunque titolo) nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Rientrano in tale ambito, quindi, tutti i redditi che risultino in qualunque modo riconducibili al rapporto di lavoro, anche se non provenienti direttamente dal datore di lavoro: si tratta quindi del principio di onnicomprensività del reddito di lavoro dipendente, che si traduce nella imponibilità integrale di tutto ciò che il dipendente riceve).

Invece, per effetto dell’art. 50 del Tuir, tra i redditi assimilati al lavoro dipendente sono comprese:

  1. “le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge debbono essere riversati allo Stato” (lettera b);
  2. “le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, (…) in relazione (…) alla partecipazione a collegi e commissioni (…) sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente(…)”(lettera c-bis).
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