Ecobonus su spese condominiali, credito d’imposta compensabile con le accise

Ai sensi dell’art. 14 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90 (come modificato dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58), la detrazione fiscale riconosciuta per gli interventi edilizi effettuati sull’involucro di edifici condominiali per migliorare l’efficienza energetica può essere ceduta all’impresa che esegue l’intervento in cambio di uno “sconto” sull’importo indicato nella fattura. Per l’impresa che ha realizzato il lavoro, tale importo costituisce un credito d’imposta da utilizzare in compensazione in cinque quote annuali di uguale importo, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241; in alternativa, l’impresa può cedere detto credito ai propri fornitori che, a loro volta, possono utilizzarlo in compensazione alle stesse condizioni.

Al riguardo, con la Risposta all’istanza di interpello 7 gennaio 2020, n. 1, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che tale credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione – con il modello F24 Accise – anche con i tributi dovuti a titolo di accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale. Tale conclusione si fonda sulla circostanza che il richiamato art. 14 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, fa espresso rinvio all’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241. A ciò si aggiunga che ai sensi dell’art. 28, comma 7, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001), i pagamenti delle accise possono essere effettuati anche mediante il versamento unitario previsto dal citato art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, “con possibilità di compensazione con altre imposte e contributi”.

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