Lotta all’evasione e fattura elettronica, Maggiore (Entrate): “Percentuale di scarto del 3,85 per cento”

Nel corso del 2018, dalle ordinarie attività di controllo “sono stati riportati nelle casse dello Stato oltre 16 miliardi di euro”, cioè l’11 per cento in più rispetto all’anno precedente: i risultati conseguiti lo scorso anno nel contrasto all’evasione sono stati presentati ieri dal direttore dell’Agenzia Entrate Antonino Maggiore.

Nel comunicato stampa diffuso dalle Entrate si sottolinea inoltre come tale importo rappresenti un incasso effettivo, realizzato attraverso versamenti diretti (+10 per cento), lettere per la compliance (+38 per cento) e ruoli (+4 per cento).

Per quanto riguarda invece le entrate derivanti da misure straordinarie – quali la definizione delle liti fiscali, la rottamazione e la voluntary disclosure – si è registrata una flessione.

Un accenno infine alla fattura elettronica: dall’inizio dell’anno sono stati inviati circa 350 milioni di documenti, con una percentuale di scarto del 3,85 per cento. Inoltre, grazie al sistema di fatturazione elettronica sono stati intercettati, nei primi due mesi del 2019, acquisti fittizi per 3,2 miliardi di euro e bloccati falsi crediti Iva per 688 milioni di euro.

Si registra inoltre una crescita dell’utilizzo dei servizi online, con 8,4 milioni di utenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia (+20% sul 2017), ed un aumento dell’accesso al cassetto fiscale con circa 30 milioni di contribuenti (+12% rispetto al 2017). Il principale strumento per il versamento di imposte e contributi risulta essere il modello F24: nel 2018 sono complessivamente affluiti ai sistemi dell’Agenzia versamenti per 608 miliardi di euro, al netto delle compensazioni, di cui il 96% tramite servizi telematici.

Per quanto riguarda la rottamazione-ter, si ricorda quanto segue:

  1. la definizione sarà ammessa per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;
  2. la domanda dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2019, utilizzando i seguenti modelli (ai quali va allegato un documento di identità):
    • DA-2018, per la definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;
    • DA-2018-D, per la definizione agevolata dei debiti affidati alla riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea;
  3. nella dichiarazione il debitore dovrà assumere l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti relativi ai carichi che intende definire;
  4. la presentazione della dichiarazione di adesione determina:
    • la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza;
    • la sospensione – fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute – degli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di tale presentazione;
    • l’inibizione all’iscrizione di nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla predetta data;
    • il divieto di avviare nuove procedure esecutive e di proseguire quelle già avviate in precedenza, a meno che non si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo;
    • la condizione di “non inadempienza” (e, perciò, di “regolarità”) del debitore nell’ambito della procedura di erogazione dei rimborsi d’imposta ex art. 28-ter del D.P.R. n. 602/1973, nonché ai fini della verifica della morosità da ruolo, per un importo superiore a 5mila euro, all’atto del pagamento – da parte della P.A. e delle società pubbliche – di somme di ammontare pari almeno allo stesso importo (art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973 e D.M. n. 40/2008).
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