Più cara l’imposta di bollo cui conti correnti delle persone giuridiche
L’art. 12 del Decreto fiscale (D.L. n. 38/2026) aumenta l’imposta di bollo dovuta sui conti correnti e rapporti assimilati intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti, strutture organizzate che operano tramite rapporti bancari formalmente intestati, ecc.), portandola da 100 a 118 euro.
In particolare:
- nei riferimenti alla tariffa allegata al D.P.R. n. 642/1972 e alla tariffa del Testo unico dell’imposta di registro (D.Lgs. n. 123/2025)
- viene modificata la misura fissa dell’imposta annua
- portandola a 118 euro, in luogo dei precedenti 100 euro.
Si segnala al riguardo che il Decreto fiscale:
- deve essere convertito in legge entro il prossimo 26 maggio 2026,
- interviene esclusivamente sulla misura dell’imposta, lasciando invariate regole e principi generali.
L’aumento incide sui rendiconti e sugli estratti conto emessi dalla data di entrata in vigore della norma (28 marzo 2026) con effetto prospettico. Per gli intermediari finanziari è necessaria l’adeguata informativa ai clienti e l’aggiornamento dei sistemi di rendicontazione e di calcolo dei costi periodici. Rimane fermo che il tributo è collegato alla trasmissione della comunicazione e non alla mera detenzione del rapporto.
| Cadenza invio comunicazioni | Importo |
| Annuale | 118 |
| Semestrale | 59 |
| Trimestrale | 29,50 |
| Mensile | 9,83 |



