Previsto un aumento progressivo della deducibilità dell’Imu dovuta per i beni strumentali

La Manovra 2020 prevede un incremento progressivo della quota di deducibilità dal reddito d’impresa e dal reddito professionale dell’Imu dovuta sui beni strumentali, che diventerà totalmente deducibile a decorrere dal 2023. Parallelamente, è allo studio una possibile razionalizzazione di Imu e Tasi: è quanto prevede il Documento programmatico di bilancio, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Al riguardo, si ricorda che:

  1. l’art. 3 del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58) prevede l’incremento della deducibilità dell’Imu dovuta sui beni strumentali, dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo;
  2. tale percentuale era già stata aumentata al 40 per cento dall’art. 1, comma 12, della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145);
  3. in particolare, attraverso la modifica dell’art. 14, comma 1 , del D.Lgs. 4 marzo 2011, n. 23, si prevedono le seguenti percentuali di deducibilità:
    • 50 per cento per il periodo d’imposta 2019;
    • 60 per cento dal 2020;
    • 70 per cento dal 2022;
    • 100 per cento dal 2023.

Nelle scorse settimane, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, aveva sottolineato che “Il problema della patrimoniale Imu-Tasi non è la sua complessità, bensì il suo peso, giunto ormai a 22 miliardi di euro annui”. Confedilizia, inoltre, ribadiva che la priorità riguarda gli immobili sfitti per assenza di inquilini e gli immobili inagibili e inabitabili, “la cui tassazione si traduce in una vessazione nei confronti dei già sfavoriti proprietari interessati”.

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