Regime del “prezzo-valore” anche per il trasferimento di un immobile quale corrispettivo della rinuncia all’eredità

Al trasferimento di proprietà di un immobile quale corrispettivo della rinuncia all’eredità può essere applicato il regime del cosiddetto “prezzo valore”, a condizione che nell’atto sia indicato il valore attribuito al bene da trasferire, nel rispetto di quanto dispone l’art. 1, comma 497, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Finanziaria 2006), relativamente all’ “obbligo di indicare nell’atto il corrispettivo pattuito”: lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta all’istanza di interpello 25 novembre 2019, n. 494. Tale interpretazione appare in linea con altre prese di posizione assunte dall’Agenzia.

In questo senso, in particolare, si segnala la Risoluzione 1° giugno 2007, n. 121/E, secondo la quale:

  1. rientrano nell’ambito applicativo del richiamato art. 1, comma 497, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266, in esame non solo le “fattispecie traslative” in senso stretto, ma anche gli acquisti a titolo derivativo-costitutivo, gli atti traslativi della nuda proprietà, gli atti di rinuncia e ogni altro negozio assimilato al trasferimento, per il quale la base imponibile è determinata con riferimento al valore del bene oggetto dell’atto, ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131;
  2. la tesi secondo cui il termine “cessioni” ricomprende anche le fattispecie costitutive è avvalorata dal citato art. 43 del Testo Unico del Registro, laddove espressamente prevede per i “contratti costitutivi di diritti reali” la stessa modalità di determinazione della base imponibile prevista per le cessioni a titolo oneroso;
  3. ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, costituiscono cessioni di beni gli atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà oppure costituzione o trasferimento dei diritti reali di godimento su beni di ogni genere.

In termini pressoché identici l’Agenzia delle Entrate si è espressa con la Circolare 29 maggio 2013, n. 18/E.

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