Sospensione feriale anche per le domande di equa riparazione

Ai sensi dell’art. 1 della Legge 7 ottobre 1969, n. 742 – nel testo risultante a seguito delle modifiche apportate, con effetto dal 2015, dall’art. 16, comma 3, del D.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito con modifiche dalla Legge 10 novembre 2014, n. 162 – il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e amministrative (quindi anche tributarie) è sospeso di diritto dal 1º al 31 agosto di ogni anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Qualora il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di tale periodo. Pertanto, tra i termini per i quali la norma prevede la sospensione nel periodo feriale devono essere ricompresi non solo i termini inerenti alle fasi successive all’introduzione del processo, ma anche il termine entro il quale il processo stesso dev’essere instaurato.

Di conseguenza, secondo un consolidato orientamento assunto dalla giurisprudenza di legittimità, qualora per il titolare del diritto l’azione in giudizio rappresenti l’unico rimedio per far valere il diritto stesso, detta sospensione si applica anche al termine di 6 mesi previsto dall’art. 4 della Legge 24 marzo 2001, n. 89 per la proposizione della domanda di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo (in tal senso si richiamano le pronunce della Corte di Cassazione 18 marzo 2016, n. 5423, 11 marzo 2009, n. 5895 e 6 giugno 2018, n. 14493).

Tale principio è stato ora confermato dalla sesta sezione civile della Suprema Corte con l’ordinanza 15 maggio 2019, n. 26506, depositata lo scorso 17 ottobre.

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