Tassabile la plusvalenza derivante dalla cessione infraquinquennale del box separatamente dall’abitazione

Va tassata la plusvalenza derivante dalla cessione infraquinquennale del box auto separatamente dall’abitazione principale. Tale importo, infatti, costituisce reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1 , lettera b) del Tuir e, quindi, assoggettabile a Irpef.

Ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera b), del Tuir, sono comprese tra i redditi diversi “le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari”.

Ne deriva che la cessione della pertinenza unitamente all’abitazione principale, se effettuata entro 5 anni dall’acquisto non genera plusvalenza e quindi non è imponibile, sempreché per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione, l’unità immobiliare urbana sia stata adibita ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.

La situazione è invece del tutto differente qualora la pertinenza – ad esempio, il box auto – venga ceduta separatamente dall’abitazione principale. In tale evenienza, infatti, la plusvalenza derivante dalla cessione infraquinquennale del box auto separatamente dall’abitazione principale:

  1. costituirà reddito diverso ai sensi del richiamato art. 67, comma 1 , lettera b), del Testo Unico delle imposte sui redditi;
  2. sarà determinata sulla base di quanto dispone l’art. 68, comma 1, del Tuir, ai sensi del quale “Le plusvalenze di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 67 sono costituite dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo d’imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del bene ceduto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene medesimo”.

Tale principio è stato affermato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta all’istanza di interpello 22 novembre 2018, n. 83 .

Al riguardo si ricorda che per effetto dell’art. 1, comma 496, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Finanziaria 2006), il contribuente può optare per un regime impositivo alternativo rispetto a quello indicato dal citato art. 67, comma 1, lettera b), del Tuir. In particolare, è possibile applicare un’imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento nelle cessioni a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di 5 anni (a tal fine si rinvia a quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 21 maggio 2007, n. 105/E).

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