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Mutui prima casa: ammessa la rinegoziazione

Prorogata la possibilità di ristrutturare i mutui ipotecari per immobili adibiti a prima casa oggetto di procedura esecutiva. Le rinegoziazioni, o i nuovi finanziamenti derivanti dagli accordi con le banche, possono essere assistiti da garanzia rilasciata dal Fondo prima casa di cui all’art. 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147. La misura è prevista nel Ddl di conversione in legge del decreto “Sostegni” (D.L. 22 marzo 2021, n. 41), approvato ieri dal Senato.

In particolare, nel caso in cui la banca o altro intermediario finanziario che sia creditore ipotecario di primo grado abbia iniziato o sia intervenuto in una procedura esecutiva immobiliare avente ad oggetto l’abitazione principale del debitore, quest’ultimo – se qualificato come consumatore ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera a), del Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206) – può chiedere la rinegoziazione del mutuo in essere oppure un finanziamento, con surroga nella garanzia ipotecaria esistente, a un terzo finanziatore purché si tratti di un intermediario finanziario.

La norma subordina peraltro l’applicabilità della regola alle seguenti condizioni:

  1. l’ipoteca deve gravare su un immobile che costituisce abitazione principale del debitore e quest’ultimo deve aver rimborsato, alla data della presentazione dell’istanza, almeno il 5% del capitale originariamente finanziato;
  2. l’immobile dev’essere adibito ad abitazione principale del debitore quando è iniziata la procedura esecutiva e per l’intera durata della stessa;
  3. l’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e non deve avere le caratteristiche di lusso ai sensi del D.M. 2 agosto 1969, n. 1072 ;
  4. la richiesta dev’essere presentata entro il 31 dicembre 2022 sempreché al momento della presentazione sia pendente una procedura esecutiva immobiliare sul bene il cui pignoramento sia stato notificato entro il 21 marzo 2021;
  5. il debito complessivo calcolato ai sensi dell’art. 2855 del codice civile nell’ambito della procedura non dev’essere superiore a 250.000 euro;
  6. l’importo offerto dev’essere pari al minor valore tra il debito per capitale e interessi, e il 75% del prezzo base della successiva asta o, nel caso in cui l’asta non sia ancora stata fissata, del valore del bene come determinato dall’esperto di cui all’art. 569 del codice di procedura civile;
  7. la restituzione dell’importo rinegoziato o finanziato deve avvenire con una dilazione non inferiore a 10 anni e non superiore a 30 anni, decorrenti dalla data di sottoscrizione dell’accordo e comunque tale che la sua durata in anni, sommata all’età del debitore, non superi il numero di 80.

Slitta il decreto “Sostegni-bis” con i nuovi contributi a fondo perduto

Il varo del decreto “Sostegni-bis” potrebbe slittare alla prossima settimana: sarebbero infatti ancora più di uno gli aspetti sui quali non è stato raggiunto un accordo in maggioranza, in particolare per quanto riguarda i criteri per la concessione dei nuovi contributi a fondo perduto.

Tra le principali novità contenute nella bozza del provvedimento si segnalano:

  1. la previsione di ulteriori contributi a fondo perduto;
  2. la proroga fino al 31 maggio 2021 del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda a favore delle imprese turistico-ricettive, delle agenzie di viaggio e dei tour operator;
  3. la possibilità di ridurre la Tari a favore delle categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività;
  4. l’estensione al 2021 il credito d’imposta del 50% sugli investimenti pubblicitari effettuati a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, da imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali a favore di leghe e società sportive professionistiche, nonché di società ed associazioni sportive dilettantistiche;
  5. il rinvio al 1° gennaio 2022 della data – prevista dall’art. 1, comma 652, della legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160) a decorrere dalla quale sarà operativa la plastic tax;
  6. l’introduzione di alcune modifiche alla disciplina relativa alle agevolazioni previste per la conversione delle DTA in crediti d’imposta (art. 1, commi 233243, Legge 30 dicembre 2020, n. 178 – legge di Bilancio 2021).

 

Via libera del Senato al decreto “Sostegni”

Con 207 voti a favore, 28 contrari e 5 astensioni, ieri l’Aula del Senato ha approvato l’emendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2144, di conversione in legge del decreto “Sostegni” (D.L. 22 marzo 2021, n. 41).

Ora il provvedimento, che scade il 21 maggio, passerà all’esame della Camera per il via libero definitivo. Tra le principali novità del testo emendato si segnalano le seguenti:

  1. il rinvio al 30 settembre del termine entro il quale dovrà essere versato il primo acconto Irap per i soggetti che hanno superato il limite relativo agli aiuti di Stato concedibili e devono regolarizzare l’omesso versamento Irap;
  2. il riconoscimento per il 2021 di un contributo a fondo perduto per un importo non superiore a 1.000 euro, ai titolari di reddito d’impresa che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, qualora l’attività sia iniziata nel corso del 2019, a cui non spetta il contributo di cui all’art. 1 del decreto “Sostegni” in quanto l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 non è inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio del 2019;
  3. l’esonero per l’anno 2021 della prima rata dell’Imu, in scadenza a giugno, per gli immobili i cui possessori hanno i requisiti richiesti per ottenere il contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del decreto “Sostegni” limitatamente agli immobili in cui il soggetto passivo esercita la propria attività;
  4. l’esclusione dal reddito fondiario dei canoni di locazione non percepiti, qualora tale circostanza sia comprovata da intimazione di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento. La norma si applica ai canoni di locazione non percepiti a decorrere dal 1° gennaio 2020;
  5. l’estensione della possibilità di effettuare la rivalutazione agevolata dei beni di impresa risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 disposta all’art. 110  del decreto “Agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126);
  6. la proroga al 2021 dell’incremento a 516,46 euro del valore dei beni ceduti e dei servizi che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente di cui all’art. 51, comma 3, del Tuir (art. 112, comma 1 , del D.L.  n. 104/2020).

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