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Contributi a fondo perduto, bonifici automatici in arrivo

Si partirà da domani, mercoledì 16 giugno, con l’erogazione dei contributi a fondo perduto automatici previsti dal decreto “Sostegni-bis” (art. 1 del D.L. n. 73/2021) per le imprese e i professionisti che hanno già chiesto e ottenuto i contributi del decreto “Sostegni” (art. 1 D.L. n. 41/2021), secondo quanto anticipato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in audizione alla Camera.

Per le nuove richieste, invece, si prevede l’apertura del canale online per la presentazione delle domande il 23 giugno.

L’agenzia delle Entrate sta infatti lavorando per attivare la procedura per la richiesta telematica dei contributi integrativi o alternativi, introdotti dal “Sostegni-bis”, basati sul calo di fatturato e corrispettivi del 30%, con un nuovo intervallo temporale di riferimento: ammontare medio mensile dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto a quello dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

A partire dall’apertura del canale, si avranno 60 giorni di tempo per inviare la richiesta online alle Entrate, che potrà essere presentata sia da chi ha già fatto richiesta per il contributo previsto dal decreto “Sostegni” sia da chi non l’ha fatto. Le percentuali dell’importo spettante in base ai compensi saranno più elevate per chi non ha beneficiato dei contributi concessi con la prima erogazione.

 

Contributi Covid: esclusione il reato di malversazione

Non è configurabile il reato di cui all’art. 316-bis del codice penale (Malversazione a danno dello Stato) nel caso in cui, successivamente all’erogazione da parte di un istituto di credito di un finanziamento assistito dalla garanzia a prima richiesta rilasciata da Sace S.p.A., ai sensi del decreto “Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modifiche dalla Legge 5 giugno 2020, n. 40), gli importi erogati non vengano destinati alle finalità cui detto finanziamento è destinato per legge: lo ha affermato la sesta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza 4 giugno 2021, n. 22119.

Al riguardo si precisa quanto segue:

  1. la citata norma codicistica prevede che chiunque, estraneo alla Pubblica Amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato, enti pubblici o Unione europea contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere o allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni;
  2. secondo un costante orientamento espresso dalla giurisprudenza di legittimità, tale fattispecie di reato è posta a tutela della corretta gestione ed utilizzazione delle risorse pubbliche destinate a fini di incentivazione economica (Cass. 23 maggio 2018, n. 42924, e 21 maggio 2010, n. 20847). Presupposto del reato è infatti l’erogazione – da parte dello Stato o di un altro ente pubblico – a favore di un soggetto estraneo alla Pubblica Amministrazione, di un contributo, di una sovvenzione oppure di un finanziamento destinati alla realizzazione di opere o allo svolgimento di attività di pubblico interesse;
  3. per la Suprema Corte, nella fattispecie in commento il finanziamento, sebbene connotato da onerosità attenuata e destinato alla realizzazione di specifiche finalità di interesse pubblico, non viene erogato direttamente dallo Stato o da un altro ente pubblico, ma da un soggetto privato (nel caso concreto, un istituto bancario).

 

Tributi locali modifiche aliquote e tariffe

L’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha proposto un emendamento al decreto “Sostegni-bis” (D.L. 25 maggio 2021, n. 73 ), secondo cui in caso di approvazione delle delibere delle aliquote e delle tariffe relative ai tributi di propria competenza entro il termine di cui all’art. 151, comma 1 , del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico degli enti locali), eventualmente posticipato ai sensi dell’ultimo comma del medesimo articolo o per effetto di norme di legge, gli enti locali provvedono ad effettuare le conseguenti modifiche al bilancio di previsione eventualmente già approvato, in occasione della prima variazione utile.

In tal senso si propone l’inserimento di un nuovo articolo (52-bis) all’interno del decreto. Per effetto di tale proposta di emendamento, quindi, gli enti locali che approvano le delibere tariffarie dei tributi di propria competenza dopo l’approvazione del bilancio di previsione, ma comunque entro il termine di approvazione dei bilanci di previsione, possono procedere ad una variazione del bilancio per il recepimento delle variazioni tariffarie e non sono obbligati alla riapprovazione del bilancio stesso sulla base delle più complesse procedure previste dall’ordinamento.

Al riguardo, l’Anci sottolinea che “La modifica si rende necessaria alla luce di orientamenti di alcune Sezioni regionali della Corte dei conti, difformi dalla posizione espressa dal Ministero dell’economia e delle finanze che considera invece sufficiente la variazione del bilancio di previsione, qualora siano state modificate le aliquote e le tariffe dei tributi di competenza degli enti locali posteriormente alla deliberazione del bilancio di previsione dell’ente”.

L’Associazione precisa precisa infine che i due provvedimenti (adozione del bilancio e variazione) sono entrambi di competenza dell’organo consiliare, ma differiscono nelle modalità e nelle procedure di approvazione, nonché nella documentazione di supporto e da allegare. La semplificazione proposta, comunque, non diminuisce il potere di controllo e decisione spettante all’organo consiliare.

 

2021_06_10_Emendamenti_ANCI_Sostegni-bis

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