Dal 2020 nuove norme per le cessioni intraUe

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea tre provvedimenti (due regolamenti e una direttiva) che introducono novità sostanziali in merito alla disciplina delle cessioni intracomunitarie, con effetto dal 1° gennaio 2020.

Questi i principali aspetti di interesse:

  1. la previsione, tra i requisiti dell’operazione, della necessaria identificazione ai fini Iva del cessionario in uno Stato comunitario diverso rispetto a quello di partenza dei beni: si farà riferimento quindi alla partita Iva. La Direttiva 4 dicembre 2018, n. 2018/1910 , in particolare, modifica l’art. 138 della Direttiva Iva, prevedendo tra i requisiti della cessione intraUe da un lato l’identificazione del soggetto passivo cessionario in uno Stato membro diverso da quello di partenza dei beni, e dall’altro l’obbligo del cedente di dichiarare nel modello Intrastat – salvo determinate ipotesi – le informazioni corrette relative all’operazione. Tale previsione normativa tende di fatto a superare l’orientamento assunto in materia dalla Corte di Giustizia Ue;
  2. l’introduzione all’interno della Direttiva Iva dell’art. 36-bis, al fine di attribuire maggiori certezze nell’ambito delle cessioni “a catena”;
  3. l’introduzione di regole finalizzate a semplificare la prova del passaggio materiale dei beni oggetto di una cessione intracomunitaria (Regolamento 4 dicembre 2018, n. 2018/1912).
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