Iper ammortamento: il DL fiscale elimina il vincolo territoriale
Il c.d. Decreto Fiscale (D.L. 27 marzo 2026, n. 38, pubblicato in G.U. il 27 marzo 2026), in vigore dal 28 marzo 2026, introduce una novità cruciale in materia di iper ammortamento, eliminando il requisito di produzione dei beni in Stati membri dell’Unione Europea o aderenti al SEE con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026.
L’art. 7 del Decreto Fiscale modifica l’art. 1, comma 427, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), eliminando il limite che restringeva l’agevolazione ai beni prodotti in Stati UE o nello Spazio Economico Europeo (SEE).
Questa correzione, annunciata dal Viceministro Leo e dal MEF con comunicato del 12 marzo 2026, rende la misura accessibile a investimenti extra-UE, superando criticità su filiere internazionali e beni immateriali (es. programmi o software di difficile “attribuzione territoriale”). La retroattività, espressamente prevista dalla norma, sblocca la maggiorazione delle quote di ammortamento per gli acquisti già effettuati dall’inizio dell’anno.
Resta fermo che sono agevolabili esclusivamente gli investimenti effettuati dall’1.1.2026 al 30.9.2028 in:
- beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli Allegati IV e V alla Legge di Bilancio 2026, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (beni materiali e immateriali 4.0);
- beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta (beni materiali che erano oggetto del credito d’imposta transizione 5.0).
I beni devono essere destinati a strutture produttive ubicate in Italia. Invariata anche la maggiorazione prevista per scaglioni di investimento:
| Soglia investimenti | Maggiorazione |
| Fino a 2,5 mln € | 180% |
| 2,5-10 mln € | 100% |
| 10-20 mln € | 50% |
Si auspica che la modifica permetta di accelerare l’attesa pubblicazione del Decreto attuativo, di competenza dei Ministeri delle Imprese e del made in Italy e dell’Economia la cui bozza era circolata nei primi giorni dell’anno e che dovrebbe definire, tra l’altro, procedura di accesso all’agevolazione (che prevede tre comunicazioni obbligatorie al GSE).



