Limiti al contante, ok della Banca d’Italia

Il disegno di legge di Bilancio dispone – con effetto dal 1° luglio 2020 – l’abbassamento da 3mila a 2mila euro del limite massimo per i trasferimenti di contante; dal 1° gennaio 2022, tale soglia tornerà ai 1.000 euro stabiliti originariamente nel 2011.

In merito a tale misura, nel corso di una audizione che si è tenuta ieri presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, ha affermato che l’Istituto centrale “guarda con favore a iniziative che incentivano l’uso di strumenti innovativi, che riducono i costi delle transazioni e possono contribuire a recuperare il ritardo nella digitalizzazione dell’economia italiana”.

I guadagni di efficienza derivanti da una maggiore diffusione della moneta elettronica andranno a beneficio di tutti: consumatori, fornitori di beni e servizi, banche e altre istituzioni finanziarie. “È importante però – precisa Signorini – che i gestori delle reti di pagamento investano risorse adeguate per l’innovazione tecnologica”.

Con riferimento alla proroga del super e dell’iperammortamento, Signorini ha stimato che l’estensione di entrambe le misure al prossimo anno “possa innalzare la spesa per investimenti in beni strumentali di quasi un punto percentuale rispetto al quadro tendenziale”.

Si ricorda inoltre che la Manovra reintroduce l’“Aiuto alla crescita economica” (Ace), abolito con la legge di bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145), ed elimina il regime di tassazione agevolata sugli utili reinvestiti che si sarebbe dovuto applicare da quest’anno.

Al riguardo, la Banca d’Italia rileva che:

  1. “secondo le valutazioni ufficiali tali misure comportano, rispetto al quadro tendenziale, una riduzione di gettito di circa 0,3 miliardi nel 2020, e al contrario un aumento di quasi 0,3 miliardi nel 2021 e 0,8 nel 2022”;
  2. rispetto alle norme vigenti, “l’ACE rende meno oneroso il finanziamento mediante nuovo capitale di rischio, ampliando gli strumenti utili a rafforzare la patrimonializzazione delle imprese anche nelle fasi cicliche meno favorevoli”.
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