Nessun obbligo di modificare i dati precalcolati forniti dall’Agenzia per il calcolo degli ISA

In capo ai contribuenti e agli intermediari non sussiste alcun obbligo di modificare i dati precalcolati forniti dall’Agenzia delle Entrate ai fini del calcolo degli ISA; tuttavia è possibile modificarli al fine di “disattivare eventuali criticità evidenziate dagli indicatori elementari di anomalia, e di dichiarare ulteriori componenti positivi per migliorare il punteggio degli indicatori elementari che concorrono al calcolo dell’ISA”: lo ha precisato ieri l’Agenzia delle Entrate nel corso della Videoconferenza organizzata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti in collaborazione con Sose.

Di conseguenza, in presenza di criticità evidenziate dagli indicatori elementari di anomalia, il contribuente, una volta verificati i dati precalcolati, potrà modificarli e calcolare nuovamente il proprio ISA con i dati modificati.

Viene tuttavia precisato che nel caso in cui l’ISA venga calcolato dal contribuente senza modificare i dati forniti dall’Agenzia, l’esito dell’applicazione dello stesso sarà ordinariamente non soggetto a contestazioni da parte dell’Agenzia per quanto attiene ai valori delle variabili precalcolate fornite e non modificate.

Fatto salvo questo principio di carattere generale, l’Agenzia conferma comunque l’impossibilità di modificare il valore delle seguenti variabili:

  • “Numero di periodi d’imposta in cui è stato presentato un modello degli studi di settore e/o dei parametri nei sette periodi d’imposta precedenti”;
  • “Coefficiente individuale per la stima dei ricavi/compensi”;
  • “Coefficiente individuale per la stima del valore aggiunto”;
  • “Media di alcune variabili dichiarate dal contribuente con riferimento ai sette periodi d’imposta precedenti”. Relativamente a tale ultima voce, si tratta delle seguenti variabili:
    1. Ammortamenti per beni mobili strumentali (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    2. Canoni relativi a beni immobili (media dei sette periodi d’imposta precedenti)
    3. Costi specifici: Carburanti e lubrificanti (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    4. Costo del venduto e per la produzione di servizi (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    5. Postazioni di lavoro (per taglio, acconciatura, ecc.) (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    6. Tumulazioni (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    7. Spese per lavoro dipendente al netto dei compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    8. Spese per prestazioni rese da professionisti esterni (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    9. Costi produttivi (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    10. Totale spese per servizi (media dei sette periodi d’imposta precedenti);
    11. Valore dei beni strumentali mobili in proprietà e in leasing (media dei sette periodi d’imposta precedenti).
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