Tax credit edicole, domande entro il 30 settembre. Rientrano anche le spese di locazione

Ai fini del “tax credit edicole”, tra gli importi che concorrono alla determinazione del beneficio fiscale rientrano anche le spese di locazione, al netto dell’Iva. Occorre peraltro che:

  • il punto vendita per il quale si chiede l’agevolazione operi come unico punto vendita nel territorio comunale;
  • all’istanza telematica venga allegata un’apposita certificazione, rilasciata dal Comune nel cui territorio è presente il punto vendita, attestante l’inesistenza di altre attività di rivendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel medesimo territorio comunale, oltre a quella del richiedente, ai sensi dell’art. 4 commi 3 , del D.P.C.M. 31 maggio 2019.

Lo ha precisato il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso alcune nuove FAQ pubblicate sul proprio sito.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. l’agevolazione consiste in un credito d’imposta a favore degli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici (tax credit edicole), di cui all’art. 1, commi da 806 a 809 , della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019);
  2. l’apposita istanza dev’essere presentata in via telematica tra il 1° settembre e il 30 settembre di ciascuno dei due anni nei quali si applica la misura (2019 e 2020): lo prevede il D.P.C.M. 31 maggio 2019, che detta la disciplina attuativa relativa al credito d’imposta introdotta dalle predette disposizioni;
  3. possono usufruire dell’agevolazione in commento per gli anni 2019 e 2020:
    a. gli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici (soggetti A);
    b. gli esercenti attività commerciali di vendita di merci abilitati alla vendita di quotidiani o periodici alle condizioni stabilite dall’art. 2, comma 3 , del D.Lgs. 24 aprile 2001, n. 170 (cosiddetti “punti vendita non esclusivi”), a condizione che tale attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento (soggetti B);
  4. la norma stabilisce i seguenti requisiti:
    – sede legale in uno Stato dell’Unione europea o nello spazio economico europeo;
    – residenza fiscale in Italia oppure presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici;
    – indicazione, per i punti vendita esclusivi, del codice ATECO 47.62.10 come codice di attività primario, indipendentemente dalla presenza o meno di codici ATECO secondari;
    – indicazione, per i punti vendita non esclusivi, di uno dei seguenti codici ATECO:
    1. rivendite di generi di monopolio (codice 47.26);
    2. rivendite di carburante e di oli minerali (codice 47.30);
    3. bar, inclusi quelli posti nelle aree di servizio delle autostrade e all’interno di stazioni ferroviarie, aereoportuali e marittime (codice 56.3);
    4. strutture di vendita non specialistiche (codice 47.1);
    5. esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti equiparati, con una superficie minima di 120 metri quadrati (codice 47.61);
    – con riferimento ai requisiti per i punti vendita non esclusivi, si precisa che rientrano tra i beneficiari tutti i punti vendita che nel registro delle imprese hanno come codice attività primario uno dei codici ATECO 47.26, 47.30, 56.3, 47.1 e 47.61 e, contemporaneamente, come codice attività secondario, il codice ATECO 47.62.10. L’assenza del codice secondario che identifica specificamente la vendita di giornali preclude la legittimazione a chiedere il beneficio.
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