In Gazzetta la convenzione tra Italia e Colombia

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 17 luglio 2020, n. 92, di ratifica della Convenzione contro le doppie imposizioni sottoscritta tra Italia e Colombia il 26 gennaio 2018.

L’art. 4 dell’accordo, oltre a definire lo status di residente, individua anche i criteri dirimenti (cosiddette “tie-breaker rules”) finalizzati a risolvere i casi di doppia residenza delle persone fisiche, conformemente a quanto previsto dal modello di convenzione fiscale dell’Ocse.

La disposizione relativa alla risoluzione dei casi di doppia residenza dei soggetti diversi dalle persone fisiche prevede che le autorità competenti possano consultarsi al fine di risolvere la questione attraverso una procedura amichevole.

L’assenza di un accordo tra le autorità competenti circa la residenza prevalente del soggetto ai fini del trattato implica che detto soggetto perda l’accesso ai benefìci convenzionali (vale a dire, sostanzialmente, alle ritenute ridotte sui redditi in uscita). Per effetto di tale disposizione, a quest’ultimo resta attribuito lo status di residente ai sensi della legge domestica sia per quanto riguarda la tassazione, sia per il riconoscimento del credito a fronte delle imposte pagate all’estero.

In vigore per i bilanci 2020 i 22 nuovi principi di revisione ISA Italia

Con la Determina 3 agosto 2020, n. 153936/RU, la Ragioneria Generale dello Stato ha adottato le nuove versioni dei seguenti principi di revisione internazionali ISA Italia:

  • n. 200 ”OBIETTIVI GENERALI DEL REVISORE INDIPENDENTE E SVOLGIMENTO DELLA REVISIONE CONTABILE IN CONFORMITÀ AI PRINCIPI DI REVISIONE INTERNAZIONALI (ISA Italia)”;
  • n. 210 “ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE”;
  • n. 220 “CONTROLLO DELLA QUALITÀ DELL’INCARICO DI REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO”;
  • n. 230 “LA DOCUMENTAZIONE DELLA REVISIONE CONTABILE”;
  • n. 240 “LE RESPONSABILITÀ DEL REVISORE RELATIVAMENTE ALLE FRODI NELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO”;
  • n. 250 “LA CONSIDERAZIONE DI LEGGI E REGOLAMENTI NELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO”;
  • n. 260 “COMUNICAZIONE CON I RESPONSABILI DELLE ATTIVITÀ DI GOVERNANCE”;
  • n. 265 “COMUNICAZIONE DELLE CARENZE NEL CONTROLLO INTERNO AI RESPONSABILI DELLE ATTIVITÀ DI GOVERNANCE ED ALLA DIREZIONE”;
  • n. 300 “PIANIFICAZIONE DELLA REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO”;
  • n. 315 “L’IDENTIFICAZIONE E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI ERRORI SIGNIFICATIVI MEDIANTE LA COMPRENSIONE DELL’IMPRESA E DEL CONTESTO IN CUI OPERA”;
  • n. 320 “SIGNIFICATIVITÀ NELLA PIANIFICAZIONE E NELLO SVOLGIMENTO DELLA REVISIONE CONTABILE”;
  • n. 330 “LE RISPOSTE DEL REVISORE AI RISCHI IDENTIFICATI E VALUTATI”;
  • n. 402 “CONSIDERAZIONI SULLA REVISIONE CONTABILE DI UN’IMPRESA CHE ESTERNALIZZA ATTIVITÀ AVVALENDOSI DI FORNITORI DI SERVIZI”;
  • n. 450 “VALUTAZIONE DEGLI ERRORI IDENTIFICATI NEL CORSO DELLA REVISIONE CONTABILE”;
  • n. 500 “ELEMENTI PROBATIVI”;
  • n. 540 “REVISIONE DELLE STIME CONTABILI E DELLA RELATIVA INFORMATIVA”;
  • n. 550 “PARTI CORRELATE”;
  • n. 580 “ATTESTAZIONI SCRITTE”;
  • n. 610 “UTILIZZO DEL LAVORO DEI REVISORI INTERNI”;
  • n. 700 “FORMAZIONE DEL GIUDIZIO E RELAZIONE SUL BILANCIO”;
  • n. 701 “COMUNICAZIONE DEGLI ASPETTI CHIAVE DELLA REVISIONE CONTABILE NELLA RELAZIONE DEL REVISORE INDIPENDENTE”;
  • n. 705 “MODIFICHE AL GIUDIZIO NELLA RELAZIONE DEL REVISORE INDIPENDENTE”.

Tali principi sono preceduti dalla nuova versione dell’Introduzione ai principi stessi e del Glossario dei termini più utilizzati.

Le nuove versioni entrano in vigore per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano dal 1° gennaio 2020 o successivamente.

Come spiega un comunicato stampa diffuso ieri dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, tali principi rappresentano “la traduzione in lingua italiana dei principi internazionali ISA effettuata dal CNDCEC con la collaborazione di Assirevi, INRL e Consob, opportunamente adattata e integrata con considerazioni specifiche finalizzate a supportarne l’applicazione nell’ambito del contesto normativo e regolamentare italiano”. È il quarto aggiornamento in ordine di tempo effettuato a partire dalla prima edizione entrata in vigore per le revisioni dei bilanci 2015.

L’asseverazione tardiva osta alla detrazione per l’acquisto di case antisismiche

L’art. 16, comma 1-septies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90, ha introdotto una detrazione a favore degli acquirenti di unità immobiliari vendute da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che abbiano realizzato interventi relativi all’adozione di misure antisismiche di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i), del Tuir, mediante interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici – anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti lo consentano – dai quali derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una o a due classi di rischio inferiore.

Ora, con la Risposta all’istanza di interpello 5 agosto 2020, n. 244 , l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso in cui l’asseverazione non sia stata presentata in sede di richiesta del titolo abilitativo urbanistico presso lo sportello unico competente, non sia possibile usufruire della detrazione in commento.

Tale posizione è in linea con la Circolare 31 maggio 2019, n. 13/E, laddove fu precisato che un’asseverazione tardiva, in quanto non conforme alla normativa, non consente l’accesso alla detrazione. Si ricorda che con la Risposta 14 luglio 2020, n. 213, l’Agenzia delle Entrate aveva affermato quanto segue:

  1. l’agevolazione è subordinata al preventivo acquisto dell’immobile da parte dell’impresa di costruzione, all’effettuazione dei lavori edili (direttamente o tramite appalto) e alla successiva cessione da parte dell’impresa proprietaria dell’immobile oggetto dell’intervento edilizio. Occorre pertanto che l’impresa di costruzione sia proprietaria dell’immobile;
  2. non è peraltro necessario che l’impresa costruttrice esegua direttamente i lavori di miglioramento sismico di cui al richiamato art. 16 del D.L. 63/2013, essendo possibile che tali lavori siano commissionati a un’altra impresa esecutrice;
  3. è tuttavia necessario che l’impresa appaltante sia titolare del titolo abilitativo prescritto ai fini della realizzazione dei lavori finalizzati al miglioramento sismico e che sia un’impresa astrattamente idonea ad eseguire tali lavori. Per l’Agenzia delle Entrate, l’astratta idoneità può essere ritenuta sussistente attraverso la verifica del codice ATECO oppure attraverso la previsione espressa dell’attività di costruzione o di ristrutturazione immobiliare nell’oggetto sociale;
  4. la detrazione in commento può essere fruita anche da soggetti titolari di reddito d’impresa in relazione ad immobili della società che siano oggetto dell’attività esercitata (beni-merce).
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