Ddl Turismo: in arrivo una stretta sulle locazioni brevi

Esclusa dal 2021 la possibilità di applicare la cedolare secca, con aliquota del 21 per cento, per chi affitta più di tre immobili. Lo prevede la bozza del Ddl Turismo, su cui sta lavorando il Ministero per i beni e le attività culturali, che sarà sottoposta al vaglio del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.

Tale disposizione riguarderebbe anche i “contratti stipulati tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, oppure soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da condurre in locazione”.

Sembra invece superata l’ipotesi, circolata nelle scorse settimane, secondo cui il superamento delle tre unità immobiliari da destinare alle locazioni brevi avrebbe fatto scattare la disciplina dell’attività d’impresa con gli oneri conseguenti.

Tra le disposizioni contenute nel provvedimento anche:

  • la definitiva assunzione del credito d’imposta per la ristrutturazione (65 per cento) e la digitalizzazione (30 per cento) di alberghi ed esercizi ricettivi;
  • interventi per la valorizzazione dei borghi e delle aree interne, in particolare per i centri fino a 1.000 abitanti. Per chi avvia o trasferisce l’attività economica in queste località sono previste esenzioni sui redditi, Irap, imposte municipali, nonché esenzioni contributive e previdenziali;
  • la revisione dell’imposta di soggiorno.
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