Equo compenso, Bonafede: “È una garanzia della qualità del lavoro svolto”

L’equo compenso “Non è soltanto una questione economica ma prima di tutto una questione di dignità del professionista, oltre che una garanzia della qualità del lavoro svolto”: lo ha affermato il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervenendo al convegno “La legalità al centro: crescere nel rispetto della legge”, organizzato nell’ambito del 54° Congresso Nazionale del Notariato. Nell’occasione, il Guardasigilli ha confermato che i lavori del Tavolo Tecnico istituito per razionalizzare il sistema del Notariato, “sono già a buon punto”.

Si ricorda che:

  1. con la sentenza 30 settembre 2019, n. 11411, la seconda sezione del Tar Lazio aveva dichiarato legittimo l’avviso pubblico del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27 febbraio scorso, nel quale si chiedeva la manifestazione di interesse per incarichi di consulenza a titolo gratuito. In merito a tale pronuncia, nelle scorse settimane il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, manifestò “sorpresa” di fronte “alla decisione dei giudici amministrativi laziali che legittima la previsione secondo cui l’attività professionale può essere svolta a titolo gratuito”: si tratta – ha aggiunto – di una pronuncia che “umilia i professionisti, ma soprattutto esautora il Governo, il Parlamento e le Regioni su principio di civiltà che, ingenuamente, pensavamo acquisito”;
  2. con un decreto del 27 giugno 2019 il Ministero della Giustizia aveva istituito un Tavolo Tecnico in tema di equo compenso per le professionisti ordinistiche, i cui lavori sono destinati a concludersi entro il 31 dicembre 2019 (salvo proroghe);
  3. il tema rientra nel “Manifesto” della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, presentato lo scorso mese di maggio.

Nel documento, infatti, sono quattro le aree tematiche individuate dai commercialisti sulle quali concentrare una sinergia di azioni per tutelare e sviluppare la professione:

  1. valorizzazione delle competenze, tramite il riconoscimento legale delle specializzazioni e la gestione tecnica degli Elenchi e dei Registri ordinistici;
  2. riconoscimento del ruolo svolto, in particolare attraverso il riconoscimento del ruolo di “incaricato di pubblico servizio” e l’approvazione dell’“equo compenso” per quelle attività e funzioni che il professionista viene chiamato a svolgere in forza di uno specifico obbligo di legge;
  3. sostegno ai processi di aggregazione professionale, da attuare applicando i regimi di favore fiscale al 15% e 20% anche a coloro che esercitano l’attività professionale nell’ambito di associazioni professionali e società tra professionisti e rimuovendo gli ostacoli attualmente esistenti all’utilizzo dello strumento delle società tra professionisti (STP);
  4. intervento sistematico di semplificazione normativa nei vari settori della vita economica e sociale del nostro Paese, primo tra tutti quello fiscale.
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