Notifica della cartella a seguito di controllo automatizzato legittima anche senza la comunicazione preventiva

Nella giurisprudenza di legittimità si è consolidato il principio secondo cui la notifica della cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato è legittima anche se non è stata emessa la comunicazione preventiva prevista dall’art. 36-bis, comma 3, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ogni qual volta la pretesa derivi dal mancato versamento di somme esposte in dichiarazione dallo stesso contribuente oppure da una divergenza tra le somme dichiarate e quelle effettivamente versate.

Infatti, la comunicazione preventiva all’iscrizione a ruolo è necessaria solo quando vengano rilevati degli errori nella dichiarazione, mentre in caso di riscontrata regolarità dichiarativa non vi è alcun obbligo di preventiva informazione se il contribuente ha poi omesso di versare gli importi dichiarati, o – con riferimento all’art. 6, comma 5, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) – se non “sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione” (Corte di Cassazione 17 febbraio 2015, n. 3154, 3 gennaio 2014, n. 42 e 23 luglio 2010, n. 17396).

Per i giudici di legittimità, inoltre, l’obbligo imposto all’amministrazione non è sanzionato da alcuna nullità; si tratta infatti “di una forma blanda di partecipazione del contribuente nel procedimento, inidonea a generare un vincolo procedimentale in termini di obbligatoria attivazione del contraddittorio endoprocedimentale”.

I principi che precedono sono stati confermati dalla quinta sezione tributaria con l’ordinanza 11 dicembre 2018, n. 375, depositata lo scorso 9 gennaio; nell’occasione, gli Ermellini hanno inoltre sottolineato che il contraddittorio endoprocedimentale non è imposto in tutti i casi in cui si debba procedere ad iscrizione a ruolo, ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ma soltanto “qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione” (in senso conforme, Cass. 25 maggio 2012, n. 8342, 8 luglio 2014, n. 15584 e 10 giugno 2015, n. 12023).

logo