Usura: operativa riforma Fondo prevenzione, più ambiti di azione e monitoraggio
Approda nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 142 del 22 giugno 2026 il comunicato MEF recante le modalità di attuazione delle disposizioni concernenti il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, relativo alla pubblicazione del D.M. 27 febbraio 2026.
Diviene quindi pienamente operativo il Fondo MEF per la prevenzione del fenomeno dell’usura nella sua versione aggiornata post riforma apportata dai commi 864–866, art. 1 della Legge 30 dicembre 2024, n. 207, Legge di Bilancio 2025. La riforma introduce un monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse, anche grazie a un rinnovato sistema informativo, e valorizza l’attività di Confidi, fondazioni e associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzare efficacemente i fondi a favore di famiglie e Pmi.
Dalla sua istituzione il Fondo ha consentito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole e medie imprese in temporanea difficoltà, contribuendo a prevenire il ricorso a circuiti illegali.
A trent’anni dalla sua introduzione (art. 15 della Legge n. 108/1996), si è reso necessario un aggiornamento per adeguarlo al nuovo contesto.
Con il D.M. 27 febbraio 2026, attuativo della Legge di Bilancio 2025, il Fondo viene quindi rafforzato e aggiornato, introducendo diverse novità.
In primo luogo:
- la riforma consente un monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse, anche grazie a un rinnovato sistema informativo.
- viene inoltre valorizzata l’attività di Confidi, Fondazioni e Associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzare efficacemente i fondi a favore di famiglie e PMI.
La nuova disciplina, coordinata con il Fondo di garanzia per le PMI, semplifica e rende più chiare le regole operative, ora raccolte in apposite Disposizioni operative disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro.
La riforma amplia inoltre l’ambito di intervento del Fondo includendo nuove operazioni, come il microcredito:
- aprendo a nuovi soggetti finanziatori (intermediari finanziari e operatori di microcredito) oltre alle banche,
- estendendo tipologie e durata dei finanziamenti,
- aumentando la possibilità di finanziamenti diretti (fino a 40.000 euro) da parte dei Confidi e introducendo costi calmierati (0,50% dell’importo) per l’accesso delle PMI alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi.
Sul sito del Dipartimento del Tesoro, che gestisce il Fondo, è pubblicato l’elenco – suddiviso per regione – di Confidi, Fondazioni e Associazioni a cui famiglie e PMI a rischio usura possono rivolgersi per l’attivazione delle garanzie sui finanziamenti o per accedere a piccoli prestiti.
I Confidi già abilitati secondo il precedente sistema potranno continuare a rilasciare garanzie con le risorse del Fondo fino al 31 dicembre 2026.
Entro tale data dovranno accreditarsi secondo le nuove regole per avviare ulteriori operazioni.
Le Fondazioni e le Associazioni avranno tempo fino al 26 febbraio 2027 per adeguarsi.
Nel frattempo potranno continuare a operare secondo la normativa precedente.



