TCF e adempimento collaborativo: richiesta la proroga al 31 dicembre 2026
Più tempo per la certificazione del Tax Control Framework destinata alle imprese che hanno presentato domanda di accesso al regime di adempimento collaborativo nel 2024 e nel 2025. La richiesta di proroga, avanzata dal presidente nazionale Elbano de Nuccio al Ministero dell’Economia e delle Finanze, mira a posticipare il termine dal 30 settembre al 31 dicembre 2026, così da consentire verifiche più accurate e una certificazione più solida.
La certificazione del TCF non è un adempimento formale, ma uno snodo essenziale per valutare l’affidabilità del sistema di controllo del rischio fiscale adottato dall’impresa. Proprio per questo, spiega il numero uno della categoria, servono tempi coerenti con la complessità della materia e con la necessità di svolgere controlli indipendenti in modo approfondito, senza sacrificare precisione e qualità sull’altare della fretta.
La richiesta si inserisce in un quadro applicativo ancora in assestamento. Come osserva il vicepresidente Vincenzo Moretta, alcuni tasselli interpretativi e operativi della nuova disciplina sono tuttora in via di definizione, circostanza fisiologica vista la novità del regime. Il differimento consentirebbe ai professionisti incaricati di:
- recepire in modo completo le indicazioni progressivamente fornite
- completare le istruttorie su basi più uniformi e condivise.
La proposta di proroga, conclude de Nuccio – non indebolisce la disciplina né alleggerisce gli obblighi delle imprese: serve piuttosto a rafforzare la qualità della certificazione e, di riflesso, l’affidabilità del sistema di cooperative compliance. La proposta mira anche a tutelare l’Agenzia delle Entrate, che riceverebbe documenti più strutturati e meglio verificati.



